
IN MEMORIA DI ANNA RITA PERRONE
La borsa di studio "Anna Rita Perrone" nasce per omaggiare e dare continuità all'impegno di una donna straordinaria, una professionista specchiata, una dirigente politica e rappresentante delle istituzioni di grande valore, la cui prematura scomparsa, il 14 giugno 2024, ha lasciato un vuoto enorme.
Anna Rita ha interpretato gli impegni politici e amministrativi ai quali è stata chiamata, non ultimi in Consiglio della Provincia di Lecce, nell'assemblea elettiva del Comune di San Donato, con alto senso delle istituzioni, con competenza, con passione, affezione al bene comune e sensibilità rara. Coordinatrice provinciale del Movimento "La Puglia in Più", è stata vice sindaca, assessora e consigliera comunale nel proprio comune, con delega alle Pari Opportunità, e dall'aprile 2024 componente del Consiglio Provinciale. Donna forte, determinata, sensibile ed empatica, moglie e madre esemplare, stimata professionista, Anna Rita Perrone ha da sempre vissuto la politica con spirito di servizio, offrendo uno sguardo particolarmente attento alle dinamiche territoriali e nazionali e divenendo un importante punto di riferimento. Sono riconosciuti unanimemente il suo modo gentile e la sua determinazione nel condurre battaglie a favore della parità di genere, delle questioni ambientali e soprattutto in difesa delle giovani generazioni verso le quali ha sempre nutrito un sentimento smisurato di protezione e una propensione alla valorizzazione del merito, spendendosi ad ogni livello per l'attivazione di percorsi di crescita e la creazione di contesti fertili in cui far gemmare talenti.
Un esempio fulgido e autentico di come deve essere tradotta la presenza nelle istituzioni e all'interno delle comunità, che deve continuare a camminare in futuro e contaminare luoghi e coscienze, con azioni che tengano vivi il ricordo e l'insegnamento di Anna Rita:
"Raggiungere l'uguaglianza di genere e l'emancipazione di tutte le donne non vuol dire "soltanto" dare finalmente attuazione a un diritto umano fondamentale, ma significa ampliare la possibilità di sviluppo del Paese dal punto di vista morale, sociale, culturale ed economico".
LA BORSA DI STUDIO "A. PERRONE"
La Borsa di Studio messa a bando vuole essere uno strumento simbolico di trasmissione di valori, di riconoscimento del merito, di investimento sul futuro delle giovani generazioni al fine di sostenerne il percorso formativo e favorirne l'acquisizione di specifiche competenze. Sulla scorta della volontà di Anna Rita, l'iniziativa diventa un gesto di altruismo e di solidarietà, che permetterà di accompagnare le aspirazioni di studenti salentini meritevoli, motivati e brillanti.
VALORI E PRINCIPI ISPIRATORI
Art. 3 Costituzione
Costituzione della Repubblica Italiana: Articolo 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
Agenda ONU 2030
L'Agenda 2030 è il programma d'azione che gli Stati membri dell'ONU hanno sottoscritto nel settembre 2015; essa ingloba i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, o SDGs (Sustainable Development Goals), i 169 target o sotto-obiettivi e può essere considerata un piano di azione globale per lo sviluppo sostenibile dei prossimi anni.
L'obiettivo 5 "Parità di genere" è un impegno concreto per l'uguaglianza di genere e l'emancipazione femminile infatti punta al raggiungimento delle pari opportunità lavorative tra uomini e donne, all'abolizione di pratiche violente nei confronti di donne, ragazze o bambine e all'uguaglianza di diritti a tutti i livelli di partecipazione. Al suo interno si delineano tutti gli step per raggiungere una condizione egualitaria tra uomo e donna e per cercare di annullare il gender gap.
Secondo il Rapporto ASviS 2023 (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), i progressi che sono stati fatti negli ultimi 7 anni per il conseguimento dell'obiettivo 5 sono limitati e non sufficienti per il raggiungimento dello stesso entro il 2030. L'Italia, infatti, si trova al 79° posto di una graduatoria di 146 Paesi Membri, una posizione che vede la nostra Penisola regredita di 16 posizioni rispetto all'anno 2022.
Secondo l'indicatore dell'EIGE (European Institute for Gender Equality) sull'uguaglianza di genere, l'Italia si colloca al 14° posto rispetto ad altri 27 Paesi Membri dell'Unione Europea.
5. Parità di genere come elemento di sostenibilità sociale dell'impresa
L'impegno delle imprese verso la sostenibilità è iniziato perseguendo le cosiddette cause green volte a proteggere e a salvaguardare il pianeta e gli ecosistemi. Sta emergendo da qualche anno un nuovo impegno verso il perseguimento della parità di genere in tutti i contesti quotidiani, compreso quello lavorativo.
Questo tema è in piena evoluzione e sarebbe, pertanto, interessante osservare, nella pratica, le realtà aziendali e comprendere gli eventuali progressi in tema di parità e il grado di comunicazione dell'impegno verso la sostenibilità sociale in materia di gender equality.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), a valere sul dispositivo Next Generation EU, rappresenta l'occasione per realizzare non solo una piena transizione ecologica e digitale, ma anche per recuperare i ritardi che penalizzano storicamente il nostro Paese. Per essere efficace, strutturale e in linea con gli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali, la ripresa dell'Italia deve promuovere le pari opportunità con particolare attenzione al mondo del lavoro.
MISSIONE 5 DEL PNRR : INCLUSIONE E COESIONE
La Missione 5 ha l'obiettivo di "sostenere l'empowerment femminile, l'imprenditorialità delle donne e il contrasto alle discriminazioni di genere"… La mobilitazione delle energie femminili, in un'ottica di pari opportunità, è fondamentale per la ripresa dell'Italia. Per questo occorre intervenire sulle molteplici dimensioni della discriminazione verso le donne.
Le diseguaglianze di genere hanno radici profonde, che riguardano il contesto familiare e della formazione, prima ancora di quello lavorativo. Molti studi dimostrano, per esempio, che sono poche le donne iscritte alle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), nonostante ci siano più donne laureate che uomini.
Con l'ingresso nel mondo del lavoro le disuguaglianze di genere, anziché diminuire, si consolidano. Il tasso di partecipazione delle donne al mondo del lavoro è del 53,1 per cento in Italia, di molto inferiore rispetto al 67,4 per cento della media europea.
Anche quando lavorano, le donne risultano più penalizzate rispetto agli uomini, a partire dallo stipendio percepito e dalla precarietà lavorativa. Sono di meno le donne che ricoprono posizioni apicali, nel privato così come nel pubblico. A questo corrisponde una disparità salariale a svantaggio delle donne, a parità di ruolo e di mansioni rispetto agli uomini. La maternità impedisce troppo spesso l'avanzamento professionale. Nonostante l'imprenditoria femminile sia discretamente diffusa in Italia, la quota di autonomi sul totale degli occupati è ampiamente superiore tra gli uomini rispetto alle donne. Si tratta di forme di discriminazione indiretta, a cui si aggiungono varie forme dirette, come il bullismo in ambito scolastico e il sessismo nei luoghi di lavoro.
Il PNRR sviluppa con le sue missioni le priorità della strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026. Le articola in un ampio programma volto sia a favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro, direttamente o indirettamente, sia a correggere le asimmetrie che ostacolano le pari opportunità sin dall'età scolastica. La Strategia e il PNRR tengono conto dell'attuale contesto demografico, in cui l'Italia è uno dei paesi con la più bassa fecondità in Europa, e si inseriscono nel percorso di riforma e investimento sulle politiche per promuovere la natalità avviato col Family Act. Per non mettere in condizione le donne di dover scegliere tra maternità e carriera, sono previste nel PNRR misure di potenziamento del welfare, anche per permettere una più equa distribuzione degli impegni, non solo economici, legati alla genitorialità.
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